RABAT, 8 MAG - L'agenzia marocchina di sviluppo agricolo (ADA) sta elaborando una strategia per promuovere gli investimenti esteri nel settore agricolo e agroalimentare, in particolare dai Paesi arabi, i quali, per il momento, non vantano una forte presenza nel Regno.
L'obiettivo della strategia sarà quello di evidenziare le opportunità ed attirare dei flussi finanziari, così da contrastare la crisi dei Paesi europei, che, attualmente, in particolar modo con Francia, Spagna e Germania, sono i primi investitori del Regno nel settore agricolo.
Negli ultimi quattro anni, ossia da quando è stato lanciato il Plan Maroc Vert, scrive Les Echos, il tasso di investimento del settore è incrementato del 41 per cento, nonostante una congiuntura economica globale negativa dal 2008 al 2011.
L'obiettivo della strategia sarà quello di evidenziare le opportunità ed attirare dei flussi finanziari, così da contrastare la crisi dei Paesi europei, che, attualmente, in particolar modo con Francia, Spagna e Germania, sono i primi investitori del Regno nel settore agricolo.
Negli ultimi quattro anni, ossia da quando è stato lanciato il Plan Maroc Vert, scrive Les Echos, il tasso di investimento del settore è incrementato del 41 per cento, nonostante una congiuntura economica globale negativa dal 2008 al 2011.
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Agricoltura
| martedì 8 maggio 2012
(Adnkronos) - L'accordo siglato oggi penalizza fortemente l'agricoltura italiana. Infatti, il testo prevede l'apertura delle frontiere del Paese ad un'economia, quella marocchina,
che non e' chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l'avversario.
I due eurodeputati siciliani del Pdl, consapevoli delle difficolta' che sta attraversando il settore agricolo, nonostante il risultato di oggi, ribadiscono il proprio impegno per la difesa dell'agricoltura e dell'economia italiana, lavorando affinche' i controlli sui prodotti importati dal Marocco siano rigidi e per restituire il piu' possibile garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori europei.
che non e' chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l'avversario.
I due eurodeputati siciliani del Pdl, consapevoli delle difficolta' che sta attraversando il settore agricolo, nonostante il risultato di oggi, ribadiscono il proprio impegno per la difesa dell'agricoltura e dell'economia italiana, lavorando affinche' i controlli sui prodotti importati dal Marocco siano rigidi e per restituire il piu' possibile garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori europei.
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Agricoltura,
Economia
| domenica 6 maggio 2012

