La cooperazione economica bilaterale fra Spagna e Marocco continua ad intensificarsi. Il capo del governo marocchino, Abdelilah Benkirane, si è recato nel week end in Catalogna per promuovere il rafforzamento della presenza di investitori catalani nel Regno.
"In questo tempo di crisi economica, il Marocco offre enormi opportunità d'investimento alle imprese catalane e spagnole", ha detto Benkirane, in una conferenza stampa congiunta con il presidente della Comunità autonoma di Catalogna, Artur Mas. Il Marocco, ha aggiunto Benkirane, si preoccupa di promuovere la cooperazione con l'insieme delle regioni spagnole, incitando in particolare le piccole e medie imprese catalane a siglare dei partenariati con le omologhe marocchine, per sviluppare progetti in settori promettenti come quello agricolo.
Benkirane ha poi affermato di voler prendere spunto, per il processo di regionalizzazione in Marocco, dagli aspetti positivi dell'esperienza catalana, in particolare riguardo la Sanità e l'Istruzione.
Nel suo intervento, il presidente catalano Artur Mas ha sottolineato l'importanza che la Catalogna assegna alla intensificazione dei rapporti di cooperazione con il Marocco, e invitato le imprese catalane, che si stanno confrontando con la crisi, ad approfittare delle opportunità d'investimento che offre il Marocco: un Paese "in piena crescita economica", ha sottolineato, ricordando come la metà degli investimenti spagnoli nel Regno sia di origine catalana
"In questo tempo di crisi economica, il Marocco offre enormi opportunità d'investimento alle imprese catalane e spagnole", ha detto Benkirane, in una conferenza stampa congiunta con il presidente della Comunità autonoma di Catalogna, Artur Mas. Il Marocco, ha aggiunto Benkirane, si preoccupa di promuovere la cooperazione con l'insieme delle regioni spagnole, incitando in particolare le piccole e medie imprese catalane a siglare dei partenariati con le omologhe marocchine, per sviluppare progetti in settori promettenti come quello agricolo.
Benkirane ha poi affermato di voler prendere spunto, per il processo di regionalizzazione in Marocco, dagli aspetti positivi dell'esperienza catalana, in particolare riguardo la Sanità e l'Istruzione.
Nel suo intervento, il presidente catalano Artur Mas ha sottolineato l'importanza che la Catalogna assegna alla intensificazione dei rapporti di cooperazione con il Marocco, e invitato le imprese catalane, che si stanno confrontando con la crisi, ad approfittare delle opportunità d'investimento che offre il Marocco: un Paese "in piena crescita economica", ha sottolineato, ricordando come la metà degli investimenti spagnoli nel Regno sia di origine catalana
RABAT, 15 MAG - La crescita economica del Marocco ha conosciuto, nel primo trimestre del 2012, un netto rallentamento, crollando - secondo gli ultimi dati diffusi dall'Alto commissariato al piano (HCP) - al 2,2 per cento, il tasso più basso degli ultimi sei anni. Nel primo trimestre del 2011, il PIL del Regno era aumentato del 4,9 per cento e a fine anno del 5,3 per cento.
Secondo le stime di HCP, nel secondo trimestre la situazione dovrebbe migliorare leggermente, con una crescita prevista del 2,8 per cento. Appare comunque difficile raggiungere il 4,1 per cento nel quarto trimestre, come previsto nel bilancio preventivo diffuso a febbraio.
I motivi sarebbero da attribuire innanzitutto alla diminuzione, per via delle condizioni climatiche sfavorevoli, dell'11,7 per cento del valore aggiunto agricolo, causata da un abbassamento delle prospettive di rendimento della maggior parte dei prodotti vegetali ed in particolare delle rendite dei cereali (48 milioni di quintali contro i 70 della campagna agricola precedente), delle verdure, delle colture zuccheriere e dell'alboricoltura.
Il rallentamento economico sarebbe spiegato anche dall'aumento troppo modesto delle altre attività - con, globalmente, un tasso del 4,3 per cento, contro il 5,1 del primo trimestre 2011 e il 5,6 per cento di fine esercizio 2011 - dovuto alla flessione della progressione del valore aggiunto del settore secondario, stimato all'1,9 per cento contro il 5,7 del trimestre precedente, e, specialmente, alla contrazione della domanda di fertilizzanti rivolta all'OCP, compagnia nazionale marocchina e leader mondiale nell'esportazione di fosfati e derivati. Le industrie di trasformazione, ed in particolare quelle tessile, metallurgica, meccanica ed elettronica, non hanno migliorato la performance dei primi 3 mesi del 2011. Il settore "BTP" (edilizia e lavori pubblici) ha invece continuato la propria ascesa, confermata dalla progressione del 22 per cento rispetto al 2011 delle vendite di cemento. Positiva anche i risultati della produzione elettrica, con una progressione del valore aggiunto del'8,6 per cento.
Anche il terziario ha visto, nel primo trimestre dell'anno, mitigare la propria performance. Il turismo sta attraversando un difficile periodo, gli arrivi son diminuiti del 5 percento e le notti dell'11. Il trasporto è in stagnazione, con un calo di quello aereo e marittimo ed un aumento del ferroviario.
La domanda interna, vero pilastro - scrive La Vie Eco - della crescita in Marocco, si è in qualche modo attenuata nel primo trimestre del 2012, probabilmente anche a causa dell'aumento del tasso di disoccupazione, attestatosi al 9,9 per cento (rispetto al 9,1 del 2011) ed in particolare a quello urbano che, aumentando dell'1,1, ha toccato il 14,4 per cento.
Il gruppo marocchino OCP, leader mondiale nell'esportazione di fosfati e prodotti derivati, conta di raddoppiare la propria capacità estrattiva, passando da 28 milioni di tonnellate a 55 milioni, e di triplicare la produzione di fertilizzanti, da 36 a 10 milioni di tonnellate, con un piano lanciato nel 2010 e che dovrebbe concludersi entro il 2020.
Il programma, che richiederà globalmente un investimento di 115 miliardi di dirham (oltre 10,3 miliardi di euro), è composto da vari progetti lungo tutta la catena del valore e dovrebbe essere completato al 65 percento entro il 2015. Il raddoppio dell'estrazione di fosfati riguarda in particolare il sito di Khouribga, dove è stata recentemente inaugurata l'impianto per il lavaggio di Merah Lahrach, costato 25 miliardi di dirham (circa 225 milioni di euro) e dalla capacità annuale di 7,2 milioni di tonnellate. Altri cantieri son già stati aperti nella regione e lungo l'asse verso il complesso industriale di Jorf Lasfar, come nella miniera El Halassa, dalla capacità annuale di 6,7 milioni di tonnellate. I lavori, dotati di un budget di 5,4 miliardi di dirham (circa 486 milioni di euro), dovrebbero permettere di iniziare lo sfruttamento del sito - che sarà dotato di un impianto di lavaggioa, il più grande al mondo secondo il gruppo, che potrà trattare 12 milioni di tonnellate l'anno - a partire dal 2013.
Nell'area, scrive La Vie Eco, saranno generati 880 posti di lavoro. OCP sostiene che le tecnologie d'estrazione utilizzate e le innovazioni nate dalla ricerca e sviluppo del gruppo, permetteranno di migliorare i rendimenti: il tasso di recupero sarà spinto a 7,5 tonnellate/m2, contro le 4,3 attuali.
Le miniere saranno raccordate direttamente ad un nastro trasportatore, del quale sono già stati costruiti 120 chilometri su 235, che porterà i fosfati al complesso di Jorf Lasfar, dove sorgeranno quattro nuove fabbriche che produrranno, complessivamente, 3,7 milioni di tonnellate fra acido fosforico e fertilizzanti. Con questo sistema di trasporto, che diverrà operativo dal 2013, OCP conta di ridurre un terzo (900 mila tonnellate) di emissioni di CO2 prodotte globalmente dal gruppo. (ANSAmed).
Il programma, che richiederà globalmente un investimento di 115 miliardi di dirham (oltre 10,3 miliardi di euro), è composto da vari progetti lungo tutta la catena del valore e dovrebbe essere completato al 65 percento entro il 2015. Il raddoppio dell'estrazione di fosfati riguarda in particolare il sito di Khouribga, dove è stata recentemente inaugurata l'impianto per il lavaggio di Merah Lahrach, costato 25 miliardi di dirham (circa 225 milioni di euro) e dalla capacità annuale di 7,2 milioni di tonnellate. Altri cantieri son già stati aperti nella regione e lungo l'asse verso il complesso industriale di Jorf Lasfar, come nella miniera El Halassa, dalla capacità annuale di 6,7 milioni di tonnellate. I lavori, dotati di un budget di 5,4 miliardi di dirham (circa 486 milioni di euro), dovrebbero permettere di iniziare lo sfruttamento del sito - che sarà dotato di un impianto di lavaggioa, il più grande al mondo secondo il gruppo, che potrà trattare 12 milioni di tonnellate l'anno - a partire dal 2013.
Nell'area, scrive La Vie Eco, saranno generati 880 posti di lavoro. OCP sostiene che le tecnologie d'estrazione utilizzate e le innovazioni nate dalla ricerca e sviluppo del gruppo, permetteranno di migliorare i rendimenti: il tasso di recupero sarà spinto a 7,5 tonnellate/m2, contro le 4,3 attuali.
Le miniere saranno raccordate direttamente ad un nastro trasportatore, del quale sono già stati costruiti 120 chilometri su 235, che porterà i fosfati al complesso di Jorf Lasfar, dove sorgeranno quattro nuove fabbriche che produrranno, complessivamente, 3,7 milioni di tonnellate fra acido fosforico e fertilizzanti. Con questo sistema di trasporto, che diverrà operativo dal 2013, OCP conta di ridurre un terzo (900 mila tonnellate) di emissioni di CO2 prodotte globalmente dal gruppo. (ANSAmed).
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Economia
| domenica 6 maggio 2012
(Adnkronos) - L'accordo siglato oggi penalizza fortemente l'agricoltura italiana. Infatti, il testo prevede l'apertura delle frontiere del Paese ad un'economia, quella marocchina,
che non e' chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l'avversario.
I due eurodeputati siciliani del Pdl, consapevoli delle difficolta' che sta attraversando il settore agricolo, nonostante il risultato di oggi, ribadiscono il proprio impegno per la difesa dell'agricoltura e dell'economia italiana, lavorando affinche' i controlli sui prodotti importati dal Marocco siano rigidi e per restituire il piu' possibile garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori europei.
che non e' chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l'avversario.
I due eurodeputati siciliani del Pdl, consapevoli delle difficolta' che sta attraversando il settore agricolo, nonostante il risultato di oggi, ribadiscono il proprio impegno per la difesa dell'agricoltura e dell'economia italiana, lavorando affinche' i controlli sui prodotti importati dal Marocco siano rigidi e per restituire il piu' possibile garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori europei.
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Agricoltura,
Economia
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